Centro per Uomini Autori di Violenza (C.U.A.V.)

Cos’è un CUAV

I Centri per Uomini Autori di Violenza (C.U.A.V.) come il Cipm Campania Cambio Rotta sono presidi specializzati che offrono percorsi di trattamento per uomini che agiscono violenza nelle relazioni affettive. L’obiettivo primario di un CUAV è interrompere i comportamenti violenti, prevenire la recidiva e tutelare di conseguenza le vittime (partner, ex partner e figli). Non si tratta di spazi di giustificazione o di semplice sfogo, ma di luoghi in cui viene intrapreso un lavoro strutturato per promuovere un profondo cambiamento culturale e comportamentale, basato sull’assunzione di responsabilità.

  • A chi è rivolto

Il servizio si rivolge a uomini maggiorenni che hanno agito o agiscono comportamenti violenti (fisici, psicologici, economici o sessuali) o di stalking all’interno di relazioni intime, familiari o di coppia. I partecipanti si dividono generalmente in due categorie:

  • Accesso volontario (spontaneo): Uomini che riconoscono di avere un problema nella gestione della rabbia e dei conflitti e decidono autonomamente di chiedere aiuto prima che la situazione degeneri in procedimenti legali.

  • Accesso su invio o prescrizione giudiziaria: Uomini inviati dalle forze dell’ordine, dai servizi sociali, dagli avvocati, o che intraprendono il percorso perché prescritto dall’Autorità Giudiziaria (es. in seguito alla sospensione condizionale della pena).

  • Come si accede

L’accesso al centro avviene solitamente tramite un primo contatto telefonico o via email, seguito da una fase di valutazione.

  • Primo contatto: Richiesta di disponibilità per il percorso e un colloquio conoscitivo.

  • Fase di accoglienza (Intake): Un ciclo di colloqui individuali (solitamente 3 o 4) per valutare la motivazione della persona, analizzare i comportamenti agiti e verificare che ci siano le condizioni di base per l’inserimento nel programma.

  • Inserimento nel programma: Se ritenuto idoneo, l’utente firma un patto trattamentale in cui si impegna a frequentare con regolarità e ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

  • Il nostro metodo

L’intervento è prevalentemente psico-educativo e di gruppo, supportato da colloqui individuali. Il metodo non patologizza la violenza (non la tratta come una malattia da curare), ma come un comportamento appreso che può e deve essere disimparato. I pilastri del lavoro includono:

  • De-costruzione delle giustificazioni: Riconoscere i meccanismi di negazione, minimizzazione e colpevolizzazione della vittima.

  • Riconoscimento delle emozioni: Imparare a identificare e gestire la frustrazione, l’abbandono e la rabbia senza ricorrere alla violenza.

  • Sviluppo dell’empatia: Comprendere il reale impatto delle proprie azioni sulle vittime (incluse le conseguenze della violenza assistita sui figli minori).

  • Alternative comportamentali: Acquisire strumenti per una comunicazione non violenta e una gestione sana dei conflitti.

  • Normativa

I CUAV operano all’interno di una precisa cornice giuridica italiana e internazionale:

  • Convenzione di Istanbul (Art. 16): Impegna gli Stati a istituire programmi per insegnare agli autori di violenza ad adottare comportamenti non violenti.

  • Codice Rosso (Legge 69/2019): Ha introdotto l’obbligo, per chi viene condannato per reati legati alla violenza domestica e di genere, di partecipare con esito positivo a percorsi di recupero per poter beneficiare della sospensione condizionale della pena (art. 165 del Codice Penale).

I CUAV operano all’interno di una rigorosa cornice giuridica italiana e internazionale, recentemente aggiornata per garantire standard di intervento sempre più uniformi e controllati:

  • Convenzione di Istanbul (Art. 16): Impegna gli Stati a istituire programmi per insegnare agli autori di violenza ad adottare comportamenti non violenti nelle relazioni interpersonali.

  • Codice Rosso (Legge 69/2019): Ha introdotto l’obbligo, per chi viene condannato per reati legati alla violenza domestica e di genere, di partecipare con esito positivo a percorsi di recupero presso enti accreditati per poter beneficiare della sospensione condizionale della pena (art. 165 c.p.).

  • Legge 168/2023 e Linee Guida per l’Accreditamento: Il sistema di regole per i centri è stato recentemente consolidato in attuazione dell’articolo 18 della Legge 168/2023 (Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica).

  • Intesa Stato-Regioni e Decreti Attuativi (2022-2025): I criteri di accreditamento per gli enti e le associazioni che gestiscono i CUAV sono definiti dall’Intesa Stato-Regioni del 2022, rafforzata e aggiornata dalle successive modificazioni:

    • L’Atto Repertorio n. 246/CSR del 18 dicembre 2024 (Conferenza Stato-Regioni).

    • Il Decreto Interministeriale del 22 gennaio 2025 e il successivo comunicato del 4 giugno 2025. Questi atti definiscono tassativamente i requisiti minimi standard necessari per l’accreditamento a livello nazionale e regionale. Tra questi parametri rientrano: la durata minima e la strutturazione del percorso trattamentale, la composizione multidisciplinare dell’équipe e l’obbligo di formazione specifica e continua per tutti gli operatori coinvolti.